Videocon vuole la divisione cellulari di Motorola

Videocon comprerà Motorola?

La compagnia indiana Videocon ha pubblicamente annunciato di voler mettere le mani sulla divisione cellulari di Motorola.

La società del subcontinente, che produce apparecchi elettronici ed ha numerosi interessi anche nel settore immobiliare e in quello energetico, non ha annunciato ancora alcun possibile prezzo di acquisto, ma ha dichiarato di aver già contattato Motorola per sondare le intenzioni di cessione della divisione della telefonia mobile di quest’ultima.

Secondo gli analisti ci sono buone possibilità che, se la nuova divisione cellulari verrà venduta, questa venga ceduta proprio alla Videocon, guidata da Venugopal Dhoot, cinquantaquattrenne ambizioso uomo d’affari del Paese. Insieme ai suoi due fratelli e alle loro rispettive famiglie, Dhoot controlla il 71% di Videocon, che ha base a Mumbai.

In India, tuttavia, la stampa nazionale ha subito raffreddato i bollenti spiriti di chi immaginava già lo stemma di Videocon avere la meglio sulla M di Motorola. Di fatti, gli osservatori ribadiscono come la compagnia indiana non abbia alcuna esperienza nelle telecomunicazioni, e di come gestire una compagnia come Motorola sia una sfida piuttosto ardua da condurre in porto.

Inoltre, per il momento, non pare che dai vertici di Motorola ci sia l’intenzione di mettere in vendita la divisione.

Commenti

  1. [1]

    Per esperierienza personale, essendo una dipendente Videocon, ritengo
    dopo trent’anni di lavoro , che questa società sia l’esempio di come si può fare industria con leggerezza e senza alcuno scrupolo. La suddetta società ha rilevato la Videocolor (gruppo Thomson? non appena 3 anni fa con progetti faraonici di alta tecnologia(leggi plasma, condizionatori, pannelli solari, camere sterili di migliaia di metri quadrati )e ad oggi più di mille posti di lavoro non ci saranno più in quanto hanno detto , come se niente fosse :scusate, ci siamo sbagliati, non facciamo più niente ad Anagni e ci spostiamo un po’ più a sud (Rocca Devandro) dove la UE ha concesso loro finanziamenti faraonici.
    Da ricordare che questi indiani, tanto decantati come i maghi dell’elettronica, gli imprenditori facenti parte della grande Chindia, sembrano, vedendoli anche operare sul posto, che di grande e speciale non hanno niente…gli unici indiani incompetenti, asociali, ed approfitattori ce li siamo beccati noi. Da quando sono arrivati in Italia non hanno fatto altro che mostrare la stessa incompetenza con cui la stampa indiana li ha qualificati riguardo alla possibilità di gestire una compagnia telefonica, chiudendo la Necchi al nord, la Videocolor al centro. La prossima vittima chi sarà?

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