I primi 30 anni di Gundam

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Gundam è una delle icone più famose dei cartoni animati, dei fumetti e dei videogames giapponesi degli ultimi trent’anni, un robot che è diventato famosissimo in tutto il mondo, conquistando una moltitudine di fan. La serie Mobile Suit Gundam fu ideata nel 1979 da Yoshiyuki Tomino insieme al team Sunrise, con l’intenzione di presentare una serie robotica molto realistica, incentrata su una domanda: perché gli uomini continuano a farsi la guerra?

Proprio quest’anno ricorrerà il trentennale della nascita del famoso robot, e per festeggiare l’evento in Giappone si sta persino costruendo un mastodontico Gundam in scala 1/1 (alto 18 metri), posizionato all’Odaiba’s Shiokaze Park in Tokyo e che riproporrà il Gundam RX-78-2, ovvero il primo Gundam in assoluto. L’11 luglio il grande Gundam verrà esposto al pubblico e sarà davvero un momento spettacolare, dato che la statua si potrà illuminare, potrà emettere del fumo e la testa potrà muoversi in tutte le direzioni.

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LCD Solarpower: i giochi solari targati Bandai

LCD SolarPower Bandai

Come risulta dai dati di vendita, il settore delle console e dei videogame portatili sta vivendo in questi ultimi anni un vero e proprio boom economico e di interesse da parte del pubblico. Il Game Boy prima, il Nintendo DS e la PSP ai giorni nostri hanno infatti raggiunto standard qualitativi di alto livello e vantano giochi eccellenti. Ma questo specifico segmento videoludico vanta origini ben più lontane e, per certi versi, un po’ oscure.

Alcuni dei giochi portatili più interessanti sono datati 1982, quando Bandai Electronics (ancora ben lontana dalla fusione con Namco) lanciò una serie di videogame, denominati LCD Solarpower, che funzionavano grazie all’energia fornita dal sole o dalla luce elettrica, “recepita” da alcune cellette.

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Namco, dai cavalli a dondolo a Pac-Man

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La storia di Namco, decennale protagonista del mondo videoludico, inizia nel lontano 1955 quando Masaya Nakamura fondò a Tokio la “NAkamura Manufacturing COmpany”, azienda inizialmente impegnata nella produzione di cavalli a dondolo a gettone e altre attrazioni destinate ai bambini in visita ai centri commerciali di Yokohama.

Questa attività continuò per tutti gli anni ‘60 e furono stretti accordi commerciali anche con la Walt Disney per la produzione di questi “giocattoloni da cavalcare” basati sui personaggi della casa americana.

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Apple Pippin, mela amara

Bandai atmarks

Sebbene il Pippin avesse tutte le caratteristiche di un computer, fu concepito principalmente come un dispositivo multimediale dedicato all’intrattenimento.

Apple realizzò una piattaforma basata sul processore PowerPC 603 a 66Mhz e una versione ridotta del sistema operativo Mac OS 7.5 e decise di cedere a terze parti la licenza di questa tecnologia.

Il Pippin non fu mai commercializzato con il brand Apple, fu la Bandai che si mostrò interessata al progetto, acquistò le licenze e con il nome di Bandai @Marks lo realizzò per il mercato giapponese nel Marzo del 1996 e nel Novembre dello stesso anno, ribattezzato @Worlds e con una differente livrea di colore nero, lo introdusse anche nel mercato americano.

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