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Luca Colantuoni -
Mercoledì 1 Settembre 2010 alle 15:07

Il marchio Commodore ha fatto sicuramente la storia dell’informatica agli inizi degli anni ‘80, con oltre 30 milioni di unità vendute. Dopo varie vicissitudini relative all’uso delle licenze, Commodore USA ha annunciato l’arrivo di una nuova linea di Commodore PC64 e Amiga.
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Cristiano Ghidotti -
Giovedì 18 Marzo 2010 alle 16:26

Quella di Jack Tramiel è senza alcun dubbio una vita straordinaria. Scampato dapprima ai maltrattamenti del campo di concentramento di Auschwitz, nel 1955 si trasferisce a Toronto, dove fonda una società per l’assemblaggio di macchine da scrivere destinate al mercato ceco. Il nome fu scelto grazie alla sua passione per il mondo militare: Commodore.
A oltre mezzo secolo di distanza, dopo aver passato periodi gloriosi e altri decisamente più bui, il brand sta per tornare, grazie al lancio di una nuova piattaforma, previsto da Commodore USA per il prossimo mese di giugno.
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Luca Colantuoni -
Mercoledì 17 Marzo 2010 alle 16:28

Commodore è stato un glorioso marchio degli anni ottanta, quando l’omonima azienda è diventata famosa in tutto il mondo grazie al successo commerciale del Commodore 64.
Dopo vari problemi di natura finanziaria, la nuova Commodore USA intende riproporre una versione aggiornata del noto computer racchiuso in una tastiera, presentando il Commodore 9100.
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Savio Bellini -
Venerdì 6 Febbraio 2009 alle 08:01

Spesso chiamata anche X68k, si tratta di un vero e proprio home computer made in Japan e prodotto dalla Sharp Corporation, il quale ha vissuto un’ottima carriera come sistema per videogiochi.
Il cuore di questa macchina è una CPU Motorola 68000, adottata anche negli stessi anni da Amiga e Atari ST. Ma le differenze si fermavano qui, perché come vedremo meglio, vista per intero la X68000 si presentava superiore a queste ultime, almeno nelle sue configurazioni iniziali.
Siamo nel 1987, e sul mercato fa la sua comparsa questa nuova macchina. La sua CPU, come abbiamo detto, è condivisa anche da altre macchine, ma, in questo caso, “viaggia” con qualche megahertz in più, arrivando a 10 MHz.
Il design si presenta differente da quanto era usuale per l’epoca, un doppio tower interconnesso con al centro una maniglia, e pensato per essere esposto in verticale. Inizialmente erano presenti due floppy driver da 5,25″, i quali lasciarono poi il posto a un doppio drive da 3,5″.
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Savio Bellini -
Venerdì 19 Dicembre 2008 alle 15:20

Siamo nel 1984, e dopo soli due anni dall’uscita del Commodore 64, Commodore Business Machine individua una nuova fetta di mercato in cui cercare di essere presente piazzando una delle proprie macchine.
In quegli anni, CBM aveva a listino sostanzialmente due personal computer. Si trattava del VIC-20, il quale era orientato alla economicità di prodotto, e il C-64 orientato invece ad una fascia prodotto ben più costosa.
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Savio Bellini -
Venerdì 5 Dicembre 2008 alle 08:35

Negli anni ‘70, il maggiore fornitore di chip per calcolatori era Texas Instruments, e ovviamente tutti basavano i layout delle proprie macchine su quei chip. Tutto filava liscio, almeno fino a quando TI non decise di far lievitare il costo dei suoi prodotti.
A questo punto, Commodore scorge all’orizzonte una giovane realtà, ovvero MOS Tecnology Inc. produttrice proprio in quegli anni di un microprocessore a basso costo, il MOS 6502. E da qui nascerà il primo personal computer 8 bit tutto in uno made in Commodore.
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Savio Bellini -
Martedì 11 Novembre 2008 alle 16:43

La storia del Commodore 64 è ben nota a tutti. Ha trovato spazio anche tra le nostre pagine in un post di qualche mese fa.
Fra i tantissimi primati di questa macchina venduta in un numero di esemplari superiore ai 17 milioni, ve n’è uno forse non sempre messo in evidenza nel corso degli anni a seguire. Difatti alla Commodore Business Machine, consci dell’elevato successo del loro C64 (ricordiamo lanciato sul mercato nel 1982), e di tutto il parco, sia software che hardware, venutosi a creare intorno alla macchina, decisero di dare “portabilità” a questo gioiellino.
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Gino Giorgetti -
Mercoledì 1 Ottobre 2008 alle 13:58

A tutti gli effetti è il capostipite di una fortunata serie, seguito dal C-16 e dal famosissimo e diffusissimo C-64, che del VIC-20 avevano preso oltre all’aspetto alcune significative soluzioni interne.
Comunemente indicato come “Friendly computer” era un home computer ampiamente diffuso. Commercializzato a partire dal 1980, veniva inizialmente venduto per meno di 300 dollari. Fu il primo computer a vendere più di un milione di esemplari con picchi di produzione di quasi 250 mila pezzi al mese, record poi surclassati dal suo successore Commodore 64.
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Savio Bellini -
Mercoledì 24 Settembre 2008 alle 08:27

Alla Commodore Business Machine, consci del successo del loro gioiellino C64, provarono più di una volta a dargli un degno erede in grado di fare altrettanto bene.
Ma col passare degli anni, l’impresa si rivelava sempre più difficoltosa. Provarono prima nel 1984 con la serie Commodore 264, che seppure si dimostrò una macchina valida da un punto di vista tecnico, questa soffriva sotto molti altri punti di vista, e si rivelò essere un mezzo flop. Poi ritentarono nuovamente l’anno successivo, ma il progetto Commodore 128, anch’esso tecnicamente all’avanguardia, si trovò quasi subito affiancato da un certo Amiga 500, vedendo così limitato il suo spazio sul mercato.
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Mauro Di Gregorio -
Mercoledì 17 Settembre 2008 alle 08:06

L’Amiga CD32 fu uno degli ultimi colpi di coda della sofferente Commodore, la casa produttrice di computer che nei suoi anni d’oro aveva regalato al mondo autentici gioielli come il Commodore 64 e l’Amiga.
Questo nuovo prodotto rappresentò il tentativo fallito da parte della società di West Chester di ritagliarsi una nicchia nel mercato del nuovo intrattenimento videoludico.
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