Carl C. Icahn riapre la partita Yahoo Microsoft

Per Microsoft e Yahoo la partita ancora non è definitivamente chiusa. L’accordo più longevo e discusso del mondo HiTech ha in serbo un altro capitolo per arricchire la saga.

Questa volta il protagonista è l’azionista multimilionario “Carl C. Icahn” che ha pianificato una strategia di tipo “proxy fight” al fine di presenziare all’interno del board di Yahoo. Lo scopo è fare pressioni verso una ripresa delle trattative tra le due major.

Un’impresa ardua se fatta da solo, meno difficile se a dargli una mano c’è John Paulson che ai 50 milioni di azioni di Icahn aggiunge altri 50 milioni. L’obiettivo dei due è quello di far abdicare Yang (l’attuale AD di Yahoo), che ha sbattuto la porta in faccia a Microsoft, e sostituirlo con un’amministrazione più propensa ad accettare offerte come quella fatta dalla casa di Redmond. Le possibilità della riuscita sono buone se consideriamo il forte disappunto degli azionisti nei confronti della tattica di Yahoo riguardo l’OPA di Microsoft.

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Spot Runner riceve 51 milioni di dollari

Spot Runner riceve 51 milioni di dollari

La compagnia Spot Runner, operante nel settore dell’advertising online, ha ricevuto da alcuni nuovi investitori fondi per 51 milioni di dollari, che la aiuteranno a espandere le proprie attività in Europa e nell’America Latina.

I nuovi investitori che così contribuiranno ai piani societari includono i britannici Daily Mail e General Trust, il gruppo messicano Televisiva, i francesi Arnault/LVMH e Legg Mason.

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Motorola si spacca in due per accontentare gli investitori

motorola

Mercoledì, Motorola ha annunciato che la compagnia si dividerà in due unità: una dedicata ai dispositivi mobili e agli accessori; l’altra alle tecnologie e agli apparati per le comunicazioni wireless di classe enterprise. La notizia arriva dopo mesi di pressioni da parte degli investitori, affinché la compagnia rivedesse i suoi obiettivi strategici.

In particolare, la decisione segue le indicazioni di uno dei maggiori azionisti della società, Carl Icahnuno, da tempo fautore della separazione dei business. L’intento è di contenere il danno provocato dalle perdite della divisione mobile e allo stesso tempo difendersi da un tentativo di scalata da parte di Icahnuno.

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Salta l’accordo per l’acquisto di 3Com

3Com

3Com, società pioniera nell’ambito del networking, mercoledì scorso ha annunciato che le trattative per la vendita con Bain Capital Partners e Huawei Technologies sono da ridiscutere.

L’accordo era stato annunciato ad Ottobre e prevedeva la fusione per una cifra pari a 2,2 miliardi di dollari con un ritorno nelle tasche degli investitori di 5,30 dollari per azione.

I termini prevedevano, inoltre, che Huawei Tech Investment, una consociata con sede a Hong Kong posseduta per intero da Huawei, sarebbe diventata partner strategico acquisendo un interesse di minoranza nella società.

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Il CEO di About.com: “Me ne vado, troppe pressioni”

About.com

Scott Meyer, CEO di About.com, il sito di informazione e pubblicità del New York Times, ha annunciato le sue dimissioni.

Le dimissioni di Meyer arrivano in un momento critico per la società di New York. Da alcuni mesi, infatti, gli investitori più influenti chiedono a gran voce di incrementare gli investimenti all’interno del World Wide Web.

Nell’articolo, apparso giovedì sul quotidiano on line, si legge che le pressioni arrivano in particolare dai due partner, Firebrand e Harbinger Capital, i quali sostengono che la società farebbe meglio a vendere alcune attività, come la nuova sede centrale a Midtown Manhattan e diversi giornali più piccoli, al fine di allargare il suo business su Internet.

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Apple e Intel che delusione per Wall Street!

La ventata di ottimismo portata da IBM nei giorni scorsi non è stata sufficiente ad allontanare lo spettro di una preannunciata recessione dell’economia statunitense a causa della quale gli investitori continuano a muoversi, oramai da settimane, con estrema cautela.

Mentre Steve Jobs orgogliosamente tesseva le lodi della sua azienda rendendo noti gli ultimi dati di vendita dell’iPhone (20.000 al giorno; 4 milioni dal suo lancio) e sbalordiva la platea del MacWorld Show con il rivoluzionario laptop ultrasottile (”Air”), a Wall Street accadeva l’imprevedibile.

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