Kodak si piega agli interessi economici: addio Kodachrome

La ragazza afgana fotografata con Kodachrome nel 1985

Quella qui a fianco è una delle fotografie più celebri della storia, scattata nel 1985 da Steve McCurry ad un’impaurita bambina afgana e impressa su Kodachrome, prima di essere consegnata ai posteri grazie alla copertina del magazine National Geographic.

Non si tratta che di un esempio delle numerose immagini che la pellicola prodotta da Kodak ha permesso di scattare, fin da quando nel lontano 1935 venne messa in commercio per diventare in poco tempo il supporto a colori più utilizzato.

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Film Disc, lo standard flop di Kodak

Film Disc

Il FotoDisco, più noto a livello internazionale come Film Disc, fu un formato ideato da Kodak nel 1982 e destinato al mercato dell’elettronica di consumo.

L’intenzione di base era quella di sviluppare e migliorare la precedente linea Instamatic, rendendo ancor più semplice il caricamento di una nuova pellicola, in una fotocamera che potesse funzionare comodamente in qualsiasi condizione di illuminazione.

Fu, essenzialmente, uno dei primi standard alternativi al classico rullino, costituito da fotogrammi della dimensione di circa 8×10,5 millimetri, inseriti circolarmente in un apposito disco plastificato, in modo del tutto analogo ai dischi del View Master.

Ogni disco permetteva fino a 15 pose fotografiche, con una rotazione di 24° tra ogni singola immagine.

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Kodak Instamatic e la foto per tutti

Kodak Instamatic 50

Siamo agli inizi degli anni ‘60 e lo sviluppo di pellicole fotografiche a colori è in piena fermentazione, mentre le macchine cercano di ridurre sempre più le loro dimensioni.

Kodak è un grosso produttore, reduce sia di molte innovazioni sul fronte delle pellicole, sia di una serie di macchine fotografiche con cui cerca di rendere la vita facile a tutti, nell’ottica che l’ha sempre contraddistinta nel panorama fotografico.

Ed è proprio in quest’ottica che l’azienda decide il passo successivo e da il via allo sviluppo e relativa commercializzazione della serie Instamatic.

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QuickTake e i fotografi Apple

Apple QuickTake 100

Nella prima metà degli anni novanta, la casa della mela mordicchiata non godeva di ottima salute, almeno non la stessa da quando circa dieci anni prima il suo padre fondatore Steve Jobs s’era visto costretto a partire per altri lidi.

Sono gli anni in cui la contemporanea Apple si guarda intorno e vede qualcosa. Nota che negli Stati Uniti si sono spesi moltissimi soldi nel settore fotografico, il che era indice di mercato in buona salute. Dunque perché non provare a sfornare una macchina capace di dire la sua in questo mercato?

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Allo SMAU 2008 presentati i nuovi scanner Kodak

Scanner Kodak

A SMAU 2008, Kodak ha presentato dei nuovi scanner dotati della medesima qualità dei modelli destinati all’alta gamma, reso possibile mediante l’applicazione a macchine da 500€ della stessa tecnologia di quelle dai prezzi ben più elevati.

Sul fronte delle PMI sono soprattutto due le novità: il nuovo ScanMate i1120, veloce e versatile è in grado di effettuare una scansione in soli 5 secondi e, grazie alla funzione “Smart Touch”, consente, tramite un pulsante, di compiere le operazioni più comuni quali invio email, visualizzazione anteprime, modifica delle foto.

Supporta vari formati, PDF, Tiff, JPEG, RTF e permette la digitalizzazione dai biglietti da visita, ai documenti dalla lunghezza massima di 86cm. Infine, dotato della nuova tecnologia “Perfect Page”, permette l’ottimizzazione della qualità delle immagini, anche quando in originale non siano perfette.

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Super 8, rivoluzione nella cineripresa

Cartuccia di una Kodak K40 Super 8mm

Agli inizi degli anni ‘60, la Kodak avviò la progettazione di una nuova pellicola per cineprese, adatta sia all’uso professionale che a quello amatoriale.

Fino a quale momento venivano usate pellicole a 16 mm, chiamate Doppio 8, che seppur fornivano buoni risultati erano certamente molto complicate da utilizzare.

Nell’Aprile 1965 venne presentata per la prima volta la pellicola Kodak Super 8mm. Molto differente dalle precedenti, era racchiusa in un caricatore (che consentiva un montaggio anche in ambienti molto luminosi). La perforazione laterale della pellicola era piccola, in modo da ottimizzare lo spazio sugli 8mm e da ottenere un fotogramma il 50% più grande di quello delle pellicole precedenti.

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Fotografia digitale anni ‘70

Fotocamera digitale del 1975

La fotocamera digitale ha iniziato a farsi largo nel panorama fotografico verso le fine del millennio e spopolato in questi ultimi anni; probabilmente in pochi si chiedono quale sia stata la sua antenata. Era il 1975 quando il ricercatore Steve Sasson sviluppò per Kodak la prima macchina fotografica digitale.

Era uno strumento non facilmente trasportabile e con dei tempi di salvataggio dei file decisamente lunghi, occorrevano infatti 23 secondi per archiviare un’immagine in bianco e nero e trasferirla sul supporto magnetico di memoria: una normalissima cassetta audio.

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Kodak DCS-100 reflex digitale

Kodak DCS-100 e DSU

Con il modello DCS-100, nel 1991 Kodak si aggiudica il primato di prima reflex interamente digitale.

In effetti, le sperimentazioni in questo campo procedevano già da molti anni (basti pensare che il sensore CCD nasce sul finire degli anni ‘60), ma nella maggior parte dei casi ci troviamo di fronte ad apparecchiature “semi-digitali”, che in gran parte dei casi salvano i dati in formato analogico.

Sul finire degli anni ‘80, invece, ci troviamo di fronte alle prime macchine interamente digitali, anche se non siamo ancora in ambito professionale.

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Kodak entra nel settore inkjet ridimensionando i costi di gestione

Kodak

A partire dall’inizio Nel corso del 2008 compariranno anche in Italia le stampanti inkjet di Kodak, da tempo infatti giravano voci a riguardo: l’azienda aveva cominciato a distribuire negli USA e in qualche paese dell’unione europea, un nuovo dispositivo di stampa dalle caratteristiche sorprendenti.

La rivoluzione sta nella strategia di mercato adottata da Kodak: il prezzo delle cartucce; infatti, il dimezzamento del costo delle ricariche, ha portato a raggiungere i 10€ per una serbatoio nero e 15€ per quello di uno tra i cinque colori.

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Kodak Printer dock EASYSHARE G600 la qualità a portata di mano

Kodak Printer dock EASYSHARE G600

Kodak Printer dock EASYSHARE G600 non è l’ultima nata ma è una delle stampanti per eccellenza nel settore fotografico amatoriale, consente a un costo contenuto, la realizzazione di immagini di alta qualità in soli sessanta secondi.

Sfruttando la tecnologia a sublimazione termica con tonalità costante, l’organo di stampa integrato trasferisce il colore alle pellicole in poliestere attraverso dei gas ad alta pressione condensati, riducendo cosi le dimensione degli apparati interni.

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