Apple, nuova politica dei prezzi contro la crisi

Nuovi prodotti Apple

La crisi economica internazionale sta producendo i suoi effetti nei settori high-tech, riducendo gli ordini industriali e mettendo a dura prova i consumi privati. Per evitare una flessione, o un eccessivo rallentamento delle proprie vendite, Apple ha deciso di applicare una nuova politica dei prezzi nel mercato più importante per i PC, gli Stati Uniti, dove ha deciso di offrire alcuni modelli MacBook a un prezzo di 999 dollari.

La decisione è stata annunciata dallo stesso chief executive officer della società Steve Jobs, durante l’atteso evento svoltosi il 14 di questo mese nella sede di Cupertino, evento nel quale sono state peraltro annunciate alcune novità nella gamma di prodotti di Apple.

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Symantec compra MessageLabs per 700mln USD

Symantec compra MessageLabs per 700mln USD

Symantec ha concluso un’intesa per l’acquisto della MessageLabs al prezzo di 695 milioni di dollari. La transazione, stando a quanto rivela la società acquirente, è finalizzata allo sviluppo di migliori sistemi di protezione per i propri programmi di posta elettronica.

Stando all’accordo, Symantec pagherà l’importo dovuto in due parti: la prima tranche prevede un versamento di liquidità per oltre 500 milioni di dollari cui seguirà, in un secondo momento, il pagamento del saldo.

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Oracle e SAP, brutta caduta al Nasdaq e a Francoforte

Oracle e SAP, brutta caduta al Nasdaq e a Francoforte

In Borsa succede (più o meno) di tutto; anche che una grande compagnia, che si preoccupa di rassicurare e calmare gli animi nelle attuali turbolenze finanziarie, subisca una dura bocciatura ad opera degli investitori a causa di un annuncio prodotto dal principale concorrente.

È quanto accaduto ad Oracle, uno dei più importanti produttori di software al mondo, che al Nasdaq ha perso oltre il 6% a causa di un comunicato da parte del rivale SAP, che avvertiva gli stakeholder della quasi certa riduzione delle vendite stimate, a causa dell’impatto negativo della crisi economica.

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Crollo al Nasdaq, giornata nera per i tecnologici

Quella che si è chiusa al Nasdaq è stata sicuramente una giornata nerissima, miliardi di dollari andati in fumo come se nulla fosse…

Il tutto sembra essere partito dalla bocciatura del piano di recupero proposto dal Governo Americano e da dichiarazioni da parte del gruppo Morgan Stanley che ha riferito di aspettarsi meno vendite di Mac e PC e ha fatto un downgrade del titolo AAPL.

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Yahoo chiede consulenza per tagliare costi

Yahoo

Il portavoce di Yahoo, Brad William, ha dichiarato che la propria compagnia avrebbe chiesto alla società di consulenza Bain & Co. un parere su come migliorare l’efficienza aziendale rivedendo i costi di struttura e quelli operativi.

William non si è espresso in termini molto precisi, ragion per cui possiamo leggere le sue parole solo in un senso piuttosto vago: il portavoce ha parlato di “valutazione di nuove strade” al fine di “snellire i processi” e portare “nuova agilità ed efficienza” all’organizzazione di Yahoo.

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Nasdaq, la borsa elettronica più importante del mondo

Nasdaq, la borsa elettronica

Spesso nominiamo il Nasdaq, dando quasi per scontato che chi ci legge sappia di cosa stiamo parlando. Ma ci potrebbero essere tante persone, che si stanno avvicinando ora all’economia e al trading, che non sanno cosa sia.

Il Nasdaq è la borsa elettronica statunitense per eccellenza, anche se, a causa della sua importanza, sarebbe forse più corretto parlare di leadership in termini internazionali.

Nata trentasette anni fa per volere dell’organizzazione NASD, dalla stessa associazione ha preso l’attuale nome ufficiale: NASDAQ è infatti l’acronimo di National Association of Securities Dealers Automated Quotation System.

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Profitti di Alibaba più che quadruplicati

Logo Alibaba

La compagnia cinese Alibaba.com, leader nel settore nazionale dell’e-commerce, ha dichiarato di aver battuto ogni rosea previsione ottenendo un incremento dei profitti pari al 340% nel 2007, grazie al riuscito sfruttamento del continuo boom economico cinese, cui è coincisa una forte crescita degli accessi a Internet nel Paese.

Alibaba.com si dimostra, quindi, ancora una volta in grado di dominare il mercato cinese, con un giro di affari che sfiora i 4 miliardi di yuan, e una fetta del mercato business to business (secondo la ricerca condotta da iResearch) pari al 57%.

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Un salto indietro nel tempo per il Nasdaq

Il Nasdaq nelle ultime 100 settimane

Il Nasdaq chiude la settimana, la sesta, intorno a quota 2.300, un livello già visto e superato ai primi del 2006.

Chi ha parcheggiato i propri risparmi sui tecnologici americani, in questi ultimi due anni, almeno sui panieri generici, ha assistito ad una lenta, stentata, estenuante salita che, dalla quota indicata, ha portato il noto indice statunitense sino al massimo poco sopra 2861: un sofferto, tutto sommato dignitoso, +24% in due anni.

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Il fatturato di IBM risolleva gli animi di Wall Street

Andamento titolo IBM

Nei giorni scorsi IBM ha diffuso i risultati ottenuti nel quarto trimestre. Il colosso informatico ha evidenziato un aumento del 10% del fatturato. Le vendite hanno registrato un volume di 28,9 miliardi di dollari, ben superiore ai 27,7 previsti dagli analisti Americani. L’utile al netto delle voci non ricorrenti sale a 2,80 dollari per azione, anche in questo meglio delle attese.

Come leggiamo su Webnews, strategiche sono state le scelte di investimenti off shore che la società di Armonk ha intrapreso nell’ultimo anno. Il solo mercato indiano ha fruttato circa un miliardo di dollari di nuovi introiti.

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Perché Atari rischia il delisting dal Nasdaq?

Terzo avvertimento in sei mesi per la regina dei videogiochi Atari che rischia il delisting dal Nasdaq Stock Market. La notizia non è nuova, l’ammonizione è arrivata qualche giorno fa, ma in questa sede cerchiamo di ripercorrere gli avvenimenti e analizzare le cause.

I guai iniziano a Settembre quando lo storico marchio giapponese deposita, in ritardo, la relazione del 30 Giugno 2007 in cui risulta un passivo, relativo all’anno appena trascorso, di ben 66,6 milioni di dollari. La Infogrames Entertainment SA (IESA) che dal ‘99 ne detiene il 51%, è in grave difficoltà e cominciano a circolare le prime voci sulla possibilità di liquidare il marchio.

Il 10 Dicembre l’editore francese annuncia che è in atto un processo di ristrutturazione per la filiale Americana. I salvagenti sono tre: un aumento del finanziamento per un totale di 14 milioni di dollari concesso da BlueBay, la sigla di un nuovo accordo di distribuzione tra Atari Inc e Infogrames Entertainment e la conferma della licenza Dragon Ball Z con FUNimation.

Una breve boccata d’aria fresca, appena il tempo di sopportare un’altra ondata di catastrofici eventi.

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