L’IBM Roadrunner al primo posto nella classifica TOP500

IBM

Nell’ambito dell’International Supercomputing Conference è stata resa nota la classifica che mette in evidenza quali sono i 500 supercomputer più potenti di tutto il mondo. Questi computer si distinguono per una straordinaria capacità di calcolo e sono impiegati in diversi settori, come quello della ricerca scientifica, delle previsioni meteo, della farmacologia, dello studio dei cambiamenti climatici o dei dati finanziari.

In testa alla classifica si colloca l’IBM Roadrunner, che è seguito dal Cray Jaguar. Tutti e due si basano su processori AMD Opteron e hanno una potenza di calcolo di circa 1 Peta FLOPS (PF). Dei primi 10 posti della classifica cinque sono in mano a sistem IBM, due a sistemi Cray e uno a Sun e Bull.

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L’anniversario della Cep: primo supercomputer italiano

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Compie cinquant’anni la Cep, acronimo per Calcolatrice elettronica pisana, il primo computer interamente progettato e realizzato in Italia. Nacque per suggerimento di Enrico Fermi. Le province di Pisa, Lucca e Livorno nel 1953 stanziarono la somma di 150 milioni di lire (una cifra enorme per l’epoca; rivalutata ad oggi corrisponderebbe ad oltre 2 milioni di euro) per la realizzazione di un sincrotrone, che poi fu costruito a Frascati. Fermi suggerì di utilizzare la maggior parte di quel finanziamento per progettare e costruire un calcolatore elettronico.

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Cray-1, il primo supercomputer

Cray-1

Il primo grande successo nella progettazione di quei complessi calcolatori, conosciuti come super-computer, è da attribuire indubbiamente al Cray-1, sviluppato nel 1976 dalla Cray Research del Minnesota.

Sostanzialmente, si trattava di una macchina con una potenza senza pari e con una mole tale da esortare Seymor Cray, direttore del team di progettisti, a ideare un particolare sistema di raffreddamento al Freon (il CDC6600 Freon-cooling system) per dissipare le enormi quantità di calore prodotte ed evitare la plausibile fusione.

Il CRAY-1 offriva, di fatto, prestazioni impensabili per l’epoca: aveva una potenza di 160 megaflops, ovvero era in grado di eseguire 160 milioni di operazioni floating-point al secondo, e possedeva una memoria principale di 8 megabyte.

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IBM Deep Blue: il primo computer che sconfigge la mente umana

IBM Deep Blue

Tredici anni fa, esattamente il 10 febbraio 1996, il mondo si fermò attonito al risultato di una incredibile partita a scacchi fra l’uomo e la macchina. A combattere sulla scacchiera virtuale c’era il campione del mondo di scacchi, il russo Garry Kasparov che sfidava il supercomputer della IBM Deep Blue.

La sfida era fra la migliore mente umana, allenatissima alle sfide ad alta tensione, e il miglior computer esistente all’epoca, il supercomputer IBM Deep Blue con parallelismo a 30 nodi basato su RS/6000 e spinto da 480 processori specifici in tecnologia VLSI appositamente ottimizzati per il gioco degli scacchi.

La sfida era quella fra uomo e macchina, fra l’intelligenza naturale e l’incredibile forza computazionale. Non era la prima volta che una sfida del genere si teneva, ma fino alla sfida del 2004 (quando a sfidare Kasparov fu il predecessore di Deep Blue e cioè Deep Thought) il dominio umano era stato nettissimo e mai messo in discussione.

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6600, il supercomputer targato CDC

CDC 6600 console comandi

Tra gli anni ‘60 e i ‘70, vi fu una società all’avanguardia soprattutto nel campo dei supercomputer, ovvero quei calcolatori che per costo/mole/impiego vengono indirizzati non all’utenza singola ma a grosse realtà.

Questa è la CDC ovvero Control Data Corporation, nata nel 1957 e attiva inizialmente in un campo completamente differente dalla progettazione di supercomputer.

Poi però, agli inizi degli anni ‘60 William Norris, CEO della CDC, decise che era giunto il momento di competere ad armi pari con avversari del calibro di IBM, e per fare questo iniziò ad espandere la propria società.

Tutto ciò porterà la CDC, nel 1964, a presentare il supercomputer CDC 6600, rimasto insuperato fino al ‘69, con l’avvento del suo successore.

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Il processore Atom entra nei supercomputer

SGI HPC

Il processore Intel Atom, fin dalla sua presentazione, ha avuto come target i sistemi compatti (nettop) o i piccoli notebook (netbook), grazie alle sua principale caratteristica: il basso consumo.

Molte critiche però sono arrivate a causa delle sue scarse prestazioni in alcuni ambiti applicativi, in parte dovute all’esecuzione “in order” delle istruzioni. Nessuno quindi avrebbe scommesso sull’utilizzo di Atom in un supercomputer.

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Otto core per nuovi processori IBM Power7

IBM power 6

Stando a quanto riportato da The Register, la prossima generazione di processori IBM Power7 sarebbe caratterizzata da 8 core per CPU operanti alla frequenza di 4GHz.

I dati provenienti da IBM parlano di processori Power7 costituiti da moduli dual-chip: questo significa che sarebbero a disposizione 16 core per modulo. Ogni core è accreditato di una potenza di calcolo di 32 gigaflops, portando l’intero processore alla potenza di 256 gigaflops.

Come termine di paragone è stato preso l’IBM Power6, che viene praticamente doppiato dal nuovo Power7 nonostante i suoi 5GHz contro i 4GHz di quest’ultimo, raggiunti grazie al processo produttivo a 45 nanometri.

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Classifica TOP500 supercomputer di Giugno 2008

top500

Il 17 Giugno, in occasione della trentunesima edizione dell’International Supercomputing Conference (ISC08) di Dresda, è stata resa nota la nuova classifica dei supercomputer più potenti al mondo, senza troppe sorprese sul sistema che ha conquistato il nuovo primato.

Ne abbiamo già parlato in un post di qualche giorno fa e adesso è disponibile un report dettagliato con tutti i dati relativi ai benchmark effettuati per stilare la classifica.

Il nuovo arrivato Roadrunner surclassa il BlueGene/L, entrambi realizzati da IBM a distanza un anno tra loro, con un valore massimo di teraflops pari a 1026,00 (1,026 petaflops) contro i “soli” 478,20 del precedente primatista. Al terzo posto si piazza il BlueGene/P con un valore massimo di 450,30 teraflops. Solo altri dieci sistemi superano i 100 teraflops, tutti gli altri dal tredicesimo in poi si trovano al di sotto di tale soglia.

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IBM abbatte la barriera del petaflop con Roadrunner

IBM Roadrunner

Roadrunner, questo è il nome scelto per il supercomputer realizzato da IBM presso il Los Alamos National Laboratory nel New Mexico per conto della National Nuclear Security Administration del Dipartimento statunitense dell’Energia.

Il progetto, partito nel 2006 e ultimato di recente con un esborso complessivo di circa cento milioni di dollari, fornirà una potenza di calcolo senza precedenti per applicazioni che spaziano dal nucleare all’astronomia, all’energia, alla climatologia e al genoma umano.

Roadrunner è il primo supercomputer “ibrido”, cioè realizzato con processori eterogenei, e primeggia anche in termini di prestazioni: nessuno prima di lui era riuscito ad abbattere la barriera del petaflop, ovvero mille trilioni di operazioni in virgola mobile al secondo, doppiando così le già straordinarie prestazioni del Blue Gene (fino a 478 teraflops), sviluppato sempre da IBM.

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Supercomputer IBM raffreddato a liquido

ibm Power 575 hydro cluster

IBM presenta il nuovo sistema Power 575 “Hydro-Cluster”, basato sul processore IBM POWER6, destinato all’utilizzo come workstation UNIX nell’ambito del supercomputing per la risoluzione di problemi di competenza ingegneristica e aerospaziale, nonché per le modellazioni matematiche in campo metereologico.

I numeri di questo sistema sono impressionanti: con un totale di 448 processori POWER6 da 4.7GHz (disposti a 32 processori per cluster e con 14 cluster per rack) e 3.5TB di memoria RAM è possibile ottenere una potenza di calcolo di ben 600 GFlops per ogni singolo nodo della rete di supercomputer.

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